26/01/15

Apologia della storia

Ogni volta che le nostre anguste società, in continua crisi di crescenza, prendono a dubitare di se stesse, esse si domandano se abbiano avuto ragione di interrogare il loro passato, oppure se l'abbiano interrogato bene. Leggete ciò che si scriveva prima della guerra, ciò che si potrebbe scrivere ancor oggi: quasi immancabilmente, udrete tale inquietudine unire la sua voce alle altre diffuse inquietudini del tempo presente. In pieno dramma, mi fu dato di coglierne un' eco assolutamente spontanea. Eravamo nel giugno 1940, proprio il giorno, se ben ricordo dell'ingresso dei Tedeschi a Parigi. Nel giardino normanno in cui il nostro Stato Maggiore, privo di truppe, si cullava nell'ozio, noi rimuginavamo le cause del disastro. «Dobbiamo, dunque, credere che la storia ci ha ingannati?» mormorò uno di noi.

[Marc Bloch, Apologia della storia, Torino, Einaudi, 1969, pag. 25]

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