17/11/14

Socrate al caffè

Domenica 13 dicembre 1992, place de la Bastille, verso le undici. I caffè si sono riempiti a poco a poco. In uno di questi una trentina di persone, sistemate ai tavolini disposti a rettangolo sorseggiano tranquillamente la consumazione, finché qualcuno lancia: «La violenza è propria dell’uomo o si trova in tutta la natura? ». È un buon tema. E di questo si parlerà per ben due ore. Perché la posta è alta: si tratta nientemeno che di sapere se l’uomo può sfuggire alla fatalità della violenza che caratterizza i rapporti coi suoi simili. Bisogna però mettersi d’accordo sull’argomento della discussione: strada facendo, ci accorgeremo che esso non ha limiti, poiché non dobbiamo considerare solo ciò che vive sulla superficie terrestre, come la flora e la fauna, e neppure tutto ciò che vi succede, come gli eventi naturali, ma tutto il mondo inteso come universo, il cosmo in tutta la sua estensione e la sua storia...
E così al Café des Phares la mattinata scorre tra scambi ininterrotti di argomentazioni più o meno solide, supportati da esempi più o meno pertinenti destinati a fondare prese di posizione più o meno affrettate. All’una si pronuncia la parola fine. E si prende appuntamento per la settimana successiva.
È così che da più di due anni in place de la Bastille si pratica la filosofia.

[Marc Sautet, Socrate al caffè, Milano,TEA, 2007, pag. 7]

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