I diritti del lettore

In fatto di lettura, noi "lettori", ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.
  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine.
  3. Il diritto di non finire un libro.
  4. Il diritto di rileggere.
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
  6. Il diritto al bovarismo.
  7. Il diritto di leggere ovunque.
  8. Il diritto di spizzicare.
  9. Il diritto di leggere a voce alta.
  10. Il diritto di tacere.
Mi fermerò arbitrariamente al numero 10, in primo luogo perché fa cifra tonda e poi perché è il numero sacro dei famosi Comandamenti ed è bello, per una volta, vederlo servire a una lista di autorizzazioni.
Poiché se vogliamo che mio figlio, mia figlia, i giovani leggano è tempo di concedere loro i diritti che accordiamo a noi stessi.

[Daniel Pennac, Come un romanzo, Feltrinelli, 1994, pag. 57]

Non sperate di liberarvi dai libri

Per leggere, è necessario un supporto. Questo supporto non può essere il solo computer. Provate a passare due ore al computer a leggere un romanzo e i vostri occhi diventeranno delle palle da tennis! A casa io ho degli occhiali Polaroid che mi consentono di proteggere gli occhi dai danni di una lettura costante a video ma non è una soluzione sufficiente. Inoltre, il computer dipende dalla presenza dell’elettricità e non ti consente di leggere nella vasca da bagno, né disteso sul fianco a letto. Il libro, quindi, è a conti fatti uno strumento più flessibile. 
Delle due cose, l’ una: o il libro resterà il supporto della lettura o ci sarà qualcosa che rassomiglierà a ciò che il libro non ha mai smesso di essere, anche prima dell’invenzione della stampa. Le variazioni intorno all’oggetto-libro non ne hanno modificato la funzione, né la sintassi, da più di cinquecento anni. Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio.

[Jean-Claude Carrière, Umberto Eco, Non sperate di liberarvi dai libri, Bompiani, 2009, pag. 16-17]